“Come pastori della Chiesa – spiega mons. Cárdenas – desideriamo offrire luce e dare speranza, mentre nel Continente e in vari Paesi si mescolano elementi di speranza e di preoccupazione. Speranza, perché i popoli e soprattutto i giovani si risvegliano, una nuova generazione chiede giustizia ed equità, chiede di dare risposte ad antichi problemi. Ma anche preoccupazione, perché non manca chi sta usando queste manifestazioni per manipolare e strumentalizzare queste voci. Chiediamo che in questa giornata ci sia una preghiera fraterna, che ci unisca e ci faccia ritrovare insieme, pregando per la pace”.
Una preghiera, spiega il segretario generale del Celam, che potrà essere vissuta in vari modi, “in parrocchia o nelle congregazioni religiose, in famiglia o tra amici, attraverso la recita del rosario oppure partecipando all’Eucaristia, oppure in modo più informale, durante la giornata. Si tratta di dare vita alla speranza. Giovanni Paolo II disse che l’America Latina è il continente della speranza”. Anche per questo il Celam invita a diffondere questi momenti di preghiera attraverso i social network, utilizzando l’hashtag #AméricaLatinaRezaPorLaPaz.
Mons. Cárdenas è soddisfatto per le risposte che l’invito del Celam ha suscitato: “Molti hanno aderito al nostro appello, in particolare i vescovi del Messico, della Colombia e altri”.
Il presule, infine, rivolge un pensiero ai popoli indigeni: “Il messaggio della Vergine guadalupana, circa 500 anni fa, coincideva con un momento difficile e delicato per questi popoli e per il loro inserimento nella Chiesa. La Vergine, anche oggi, tocca il cuore degli indigeni, fa sentire a loro e a tutti la sua presenza materna”.