Il mondo ha tanto bisogno di misericordia. Una necessità speciale è quella dell’Ucraina, in guerra da quasi sei mesi. Papa Francesco, alla vigilia della Solennità dell’Assunta, dopo la preghiera dell’Angelus, chiede al Signore misericordia e pietà per il martoriato popolo ucraino. Lo fa ricordando quanto accaduto 20 anni fa a Cracovia, quando Giovanni Paolo II affidò il mondo alla Divina Misericordia:

Un pensiero speciale va ai numerosi pellegrini che oggi si sono radunati nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia, dove vent’anni fa San Giovanni Paolo II fece l’Atto di Affidamento del mondo alla Divina Misericordia. Più che mai vediamo oggi il senso di quel gesto, che vogliamo rinnovare nella preghiera e nella testimonianza della vita. La misericordia è la via della salvezza per ognuno di noi e per il mondo intero.

Quindi la richiesta per la popolazione ucraina: “E chiediamo al Signore, misericordia speciale, misericordia e pietà per il martoriato popolo ucraino.”

Quegli zoccoli di legno
Il ricordo di Francesco è quindi andato a quanto accadde esattamente vent’anni fa, a Cracovia. Nella periferia della città polacca, nel quartiere di Łagiewniki, Giovanni Paolo II, nel corso del suo viaggio apostolico, presiedeva la solenne liturgia di Dedicazione del Santuario della Divina Misericordia. Il Papa polacco, prima della benedizione, ricordò così quando, giovane operaio, raggiungeva a piedi proprio quel quartiere di Cracovia: “Molti dei miei ricordi personali sono legati a questo luogo. Venivo qui soprattutto durante l’occupazione nazista quando lavoravo nel vicino stabilimento Solvay. Ancora oggi ricordo la via che porta da Borek Fałęcki a Dębniki. La percorrevo tutti i giorni andando a lavorare in diversi turni, con le scarpe di legno ai piedi. Allora si portavano quelle. Come era possibile immaginare che quell’uomo con gli zoccoli un giorno avrebbe consacrato la basilica della Divina Misericordia a Łagiewniki di Cracovia? Mi rallegro per la costruzione di questo bel tempio dedicato alla Misericordia Divina.”

La situazione in Ucraina oggi
A quasi sei mesi dall’inizio del conflitto, non si arresta la violenza in Ucraina. Nelle ultime ore un attacco russo all’insediamento di Krasnohorivka, nella regione del Donetsk, ha causato la morte di due civili e il ferimento di altri dieci. Resta tesa poi la situazione nei pressi di Zaporizhzhia, la città capoluogo della regione ucraina nella quale si trova la centrale nucleare più grande d’Europa, controllata dalle forze armate russe dalle prime settimane della guerra. Secondo quanto dichiarato dall’Aiea, ci sono state alcune azioni belliche, ma i danni non sarebbero tali da comportare rischi immediati per la sicurezza. Il contesto però desta “molta preoccupazione” e il rischio di rilasci significativi di radioattività nell’ambiente avrebbe pesanti conseguenze. Il numero di persone costrette a lasciare il Paese per cercare rifugio sale sempre di più e, secondo gli ultimi dati resi noti, ha superato 7 milioni di unità. In Polonia il flusso più ingente di sfollati.

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