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Myanmar: ucciso a colpi di arma da fuoco un pastore della Chiesa battista nello Stato del Kachin

(foto RFA)

E’ stato ucciso il 18 marzo scorso a colpi di arma da fuoco un pastore battista nello stato Kachin in Myanmar, ma sono tuttora sconosciuti gli aggressori. Il Pastore Nammye Hkun Jaw Li, 47 anni, della Kachin Baptist Convention (KBC) – secondo quanto riporta oggi l’agenzia cattolica UcaNews – si trovava nel suo negozio di computer nella cittadina di Mogaung quando tre uomini sono entrati e hanno sparato. A dare per prima la notizia è stata Radio Free Asia (RFA) che citando una fonte vicina alla famiglia, scrive: “Gli hanno sparato due volte allo stomaco e, poiché non era ancora morto, gli hanno sparato anche alla testa”. Il pastore ucciso era anche un leader della comunità attivo nelle proteste antimilitari nello Stato. Lascia la moglie e tre figli. La famiglia e gli abitanti del villaggio dove risiedeva il pastore, hanno chiesto giustizia. Ma si sono astenuti dall’accusare organizzazioni specifiche poiché sono ancora all’oscuro dell’identità degli aggressori. UcaNews ricorda che lo stato Kachin è stato coinvolto in combattimenti massicci tra le forze militari e ribelli, dal colpo di stato militare del 2021. Centinaia sono stati uccisi e migliaia sono sfollati a causa della violenza. Gli analisti affermano che i combattimenti politici hanno preso una svolta religiosa nel Kachin, dove i cristiani rappresentano circa il 34% di una popolazione stimata di 1,7 milioni. I militari hanno preso di mira e attaccato chiese, organizzazioni gestite da chiese e villaggi a maggioranza cristiana, accusandoli di sostenere le forze della resistenza.

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