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Monteprandone “Musei insieme”, Il progetto per custodire i beni di San Giacomo della Marca

MONTEPRANDONE – Partiranno a breve i lavori di riqualificazione post sisma del convento di San Giacomo della Marca a Monteprandone, nel quale è ospitato il Museo Sistino di Monteprandone. In vista di questi interventi, si è reso necessario lo spostamento del patrimonio culturale presente al convento, presso il Museo Civico Libreria dei Codici di San Giacomo della Marca, situato in via Del Corso nel borgo storico di Monteprandone. L’occasione è stata propizia per far nascere una generosa collaborazione tra il Comune di Monteprandone e i Musei Sistini del Piceno, al fine di custodire e rendere fruibili i beni di San Giacomo.

Musei insieme” si tratta più che altro di un’operazione culturale che ha alcuni obiettivi fondamentali, come non far abbassare i riflettori sulla questione del terremoto e far rimanere i beni di San Giacomo nel Comune di appartenenza. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Monteprandone, i Musei Sistini del Piceno, il Sistema Museale Piceno, il Museo Libreria dei Codici di San Giacomo della Marca, Monteprandone borgo a colori, I borghi più belli d’Italia e Bim Tronto. Il progetto è stato realizzato inoltre grazie al prezioso sostegno apportato dalla BCC Banca del Piceno. Presenti alla conferenza stampa, il sindaco di Monteprandone Sergio Loggi, il Guardiano del convento di Monteprandone padre Marco Buccolini, la direttrice dei Musei Sistini del Piceno Paola Di Girolami, l’assessora alla cultura del Comune di Monteprandone Roberta Iozzi, l’Assessore del Bim Tronto Giacinta Maoloni e il vice presidente della BCC Banca del Piceno Romano Speca.

Il sindaco Loggi ha aperto la conferenza con queste parole: “La messa in sicurezza del convento e della chiesa del convento, Santa Maria delle Grazie, che tra le altre cose è di proprietà comunale, comporta numerosi lavori di riqualificazione e tutto ciò, indiscutibilmente, porta alla nascita di qualche disagio. Il Comune di Monteprandone, in sinergia con i Musei Sistini del Piceno qui rappresentati dalla dott.ssa Paola Di Girolami e con il Convento di San Giacomo rappresentato dal guardiano padre Marco Buccolini, ha pensato di trasferire i beni del Museo Sistino del convento presso il Museo dei Codici di San Giacomo. È stato riunito così un patrimonio importante, al quale tutta la comunità di Monteprandone e Centobuchi è legata, ma mi sento di dire che tutto il territorio Piceno e nazionale è legato al patrimonio di San Giacomo e a San Giacomo stesso, soprattutto da un punto di vista spirituale, religioso e affettivo”. Il sindaco Loggi ha proseguito dicendo: “Da quando Monteprandone è entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia, le presenze turistiche al Museo dei Codici di San Giacomo, sono aumentate. Questa collaborazione è stata fondamentale per evitare la chiusura di un’eccellenza quale è il Museo Sistino del convento di San Giacomo”.

Il secondo intervento è stato dell’Assessora alla cultura Roberta Iozzi: “Io tengo tanto al progetto ‘Musei insieme’ e ringrazio a tal proposito la direttrice dei Musei Sistini del Piceno, Paola Di Girolami per il lavoro svolto. Il progetto riunisce il patrimonio che San Giacomo ci ha lasciato. Molti beni che stavano al Museo di Montalto, ora purtroppo inagibile a causa del terremoto, sono stati ridistribuiti nei vari Musei in una sorta di museo diffuso. Qui, per esempio, abbiamo le tonacelle di Sisto V, che prima erano ospitate presso il Museo di Montalto. I Musei Sistini del Piceno funzionano in “rete” e, quando si lavora in rete, si è sempre vincenti”. L’Assessora Iozzi ha proseguito ringraziando anche il guardiano del convento Padre Marco: “Ringrazio padre Marco, perché è stato un prezioso collaboratore”.

Padre Marco Buccolini in conferenza stampa ha detto: “Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto e ringrazio anche per l’attenzione e la cura che tutti, sia il Comune, sia i Musei Sistini, hanno messo nel trasferire tutto il patrimonio culturale. Io come frate ho visitato molti paesi e città e posso dire che una collaborazione così attenta e preziosa, tra i Comuni e la Chiesa non è una cosa scontata. Qui a Monteprandone, invece, è stato sempre così, sono cambiati i sindaci, ma il Comune continua ad essere un attento e sensibile collaboratore. Il trasferimento di tutti i beni è stata una necessità e sono felice di questa ottima collocazione. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato, tutti i cittadini che gratuitamente si sono resi disponibili per dare una mano”.

Ha preso poi la parola la Direttrice dei Musei Sistini del Piceno, Paola Di Girolami: “Io rivolgo il mio grazie al sindaco Loggi, all’Assessora Iozzi e a padre Marco. Quest’ultimo mi diede la notizia della necessità di spostare il patrimonio culturale che si trovava all’interno del convento. Valutai come fare, mi sembrò subito un lavoro molto delicato, seppi che avremmo dovuto togliere persino le vetrine, un qualcosa che ci avrebbe richiesto molto impegno. Tra le varie location da scegliere, questa ci sembrò la più adatta. In fondo già molti beni di San Giacomo si trovano nel Museo dei Codici. Per sistemare il patrimonio del convento, abbiamo dovuto ricollocare in modo diverso ciò che già si trovava qui. Visitando il Museo ci si ritroverà ad entrare in rapporto con la spiritualità di San Giacomo della Marca attraverso i Codici e gli oggetti da lui usati e con la “magnificenza” di un grande pontefice come Sisto V. Quando ci si occupa di risistemare un allestimento, non è semplicemente apporre delle cose, ma bisogna collocarle con il giusto senso, con uno specifico percorso. Dopo tanti anni ho riscritto le didascalie in modo diverso da come erano, perché qualcosa con il tempo è cambiato, sono cambiate le didascalie e molto altro. Ci siamo occupati anche di rivedere gli indumenti, abbiamo chiamato per esempio anche una storica del tessuto come Lucia Zannini. È stato un lavoro meticoloso ed attento”.

L’Assessora di Bim Tronto, Giacinta Maoloni ha detto: “Quando si lavora in sinergia, si trova la soluzione adatta e più consona. Insieme si è scelto di collocare il patrimonio culturale in questo Museo dei Codici. A mio parere un’ottima scelta. Io mi auguro che i turisti e tutti i cittadini si rendano conto della grande importanza e del grande valore di questo Museo che si trova a Monteprandone”.

La Conferenza stampa si è conclusa con l’intervento del vice presidente della BCC Banca del Piceno, Romano Speca: “A nome della Banca, dico che essa è felice di sponsorizzare progetti come questo, dal grande valore culturale. In particolare è legata a questo, perché l’attuale Banca del Piceno nasce agli inizi del Novecento come Cassa Rurale di San Giacomo; poi, con la fusione con la Cassa rurale di Acquaviva Picena, ha proseguito il suo percorso. Il legame quindi, non è solo territoriale, ma anche storico e culturale. San Giacomo è stato un antesignano dei Monti di Pietà, dai quali sono nate storicamente tutte le Casse Rurali che oggi sono diventate BCC. La Banca – voglio ricordare – è uno dei tre soggetti fondatori, insieme al Comune di Monteprandone e alla comunità dei frati, del Centro Studi San Giacomo, il quale opera per la divulgazione, lo studio e la conoscenza delle opere di San Giacomo, sia sotto il profilo religioso, ma anche giuridico e storico”.

Il Museo di Monteprandone – lo ricordiamo – è uno degli undici musei diocesani appartenenti alla rete museale dei Musei Sistini del Piceno, ubicati nei Comuni di Castignano, Comunanza, Force, Grottammare, Montedinove, Montalto delle Marche, Montemonaco, Ripatransone, Rotella, San Benedetto del Tronto. All’interno del Museo Civico Libreria dei Codici di San Giacomo ci sono sessantuno volumi della libreria del Santo. Tra questi, quattro sono autografi di San Giacomo con trascrizioni di sermoni e omelie. C’è anche una lettera che San Giacomo indirizzò al suo amico San Giovanni da Capestrano. All’interno del museo sono presenti poi due mappe di Monteprandone del XVIII e del XIX secolo ed una moneta coniata nel 1652 da Carlo II Gonzaga – Nevers, duca di Mantova e di Monferrato. La moneta celebra la nascita di Ferdinando Carlo, figlio di Carlo II e Clara D’Asburgo che, non potendo avere figli, invocarono il Beato Giacomo della Marca, molto venerato a Mantova. Attualmente è compatrono della città. All’interno del Museo è possibile vedere anche uno splendido busto reliquiario di San Giacomo in legno scolpito, dorato e dipinto, due camici, una cotta, una tovaglia d’altare, due mantelli, le tonacelle di Sisto V e molto altro.

Il Museo dei Codici è già aperto al pubblico dal 18 Luglio e lo resterà fino all’8 Settembre 2024, tutti i giorni dalle 21:00 alle 23:00. Il Venerdì, il Sabato e la Domenica l’apertura viene anticipata alle ore 16:00.

Patrizia Neroni: