Abusi, mons. Baturi: “Pronto lo studio pilota, vogliamo rendere i nostri ambienti più sicuri”

Lo studio pilota sugli abusi segnalati e trattati dagli Ordinari diocesani nel periodo 2001-2021 ha già finito la sperimentazione e verrà presentato a fine anno. Confidiamo che possa essere un tassello importante per un’ulteriore indagine”.

Lo ha spiegato ai giornalisti mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, durante la conferenza stampa a chiusura del Consiglio permanente dei vescovi italiani, svoltosi a Roma in questi giorni. “Partiamo dai dati delle diocesi – ha spiegato – per conoscere il fenomeno e sviluppare un’analisi ecclesiologica, sociologica, criminologica e metterla a paragone con altre indagini e poi continuare con un approccio ancora più globale”.

Conoscere la verità, apprestare strumenti di giustizia, ma soprattutto approntare strumenti di prevenzione”, l’obiettivo dello studio pilota affidato dalla CEI all’Istituto degli Innocenti di Firenze e al Centro per la vittimologia e la sicurezza-Alma Mater Bologna. “Il nostro – ha proseguito il segretario generale della CEI – è uno sforzo di prevenzione per rendere i nostri ambienti più sicuri e per sollecitare a rivedere i criteri di sicurezza in tutti gli altri ambiti della società”.

La scelta della CEI, nel dettaglio, “è stata quella di partire dall’esame dei casi su cui si è svolta un’indagine di tipo processuale. Ora guardiamo a ciò che emerso, ma l’intenzione è quella di andare oltre, per far emergere il sommerso e contribuire così alla giustizia e alla verità”. Tutto ciò, a partire dall’ascolto delle vittime: “Non è un caso – ha sottolineato Baturi – che per l’ultima Giornata dedicata alle vittime degli abusi il materiale sia stato preparato dalle vittime, che hanno scritto i testi delle meditazioni e delle preghiere”.

Interpellato in merito al dossier sugli abusi recentemente presentato dalla diocesi di Bolzano-Bressanone, il segretario generale della Cei ha risposto: “Lo studieremo, non vedo incompatibilità. Vedremo se altre iniziative possono accompagnare questa indagine, anche attraverso la collaborazione con le istituzioni pubbliche. Vogliamo avviare un percorso che tenda ad incidere su tutte le diocesi”.

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Carletta Di Blasio:
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