GROTTAMMARE – Grande gioia per don Roberto Antonio Melone e per la comunità scolastica dell’Istituto Fazzini – Mercantini, che, dopo oltre tre mesi di attesa, si sono visti arrivare due lettere dal Vaticano, una indirizzata al prete grottammarese e una all’Istituto diretto dalla prof.ssa Sabrina Vallesi, in risposta ad una missiva da loro consegnata lo scorso Ottobre 2024 a papa Francesco.
La dirigente scolastica Sabrina Vallesi racconta: «In Ottobre il nostro caro don Roberto Melone, docente di Religione Cattolica, mi ha proposto di scrivere una lettera a papa Francesco a nome della nostra comunità scolastica, incaricandosi di portarla a mano in Udienza. Per un momento ho esitato, ma poi ho dato seguito all’invito, auspicando da parte del Santo Padre un pensiero benevolo nei confronti della comunità scolastica che dirigo. Con gioia ho ricevuto risposta dal Vaticano: la richiesta di essere aiutati a formare persone che sappiano coniugare mente e cuore ha trovato un incoraggiamento a proseguire la missione educativa. È per tutti noi una gioia e una ricompensa per il lavoro che quotidianamente siamo chiamati a svolgere».
Questo il testo della lettera che la dirigente Vallesi ha rivolto a papa Francesco lo scorso 9 Ottobre 2024:
«Santo Padre,
attraverso Don Roberto Melone, docente di Religione Cattolica, mi permetto di rivolgerLe un rispettoso saluto, non solo a titolo personale, ma anche a nome del “Fazzini – Mercantini”, Istituto di Istruzione Superiore dislocato fra Grottammare e Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno, che ho l’onore di dirigere.
L’istituto tecnico di Grottammare, in particolare, è dedicato al maestro Pericle Fazzini, il cui capolavoro – l’immensa Resurrezione che da quasi cinquant’anni campeggia nella Sala Nervi in Vaticano – si lega indissolubilmente all’immagine stessa dei Sommi Pontefici, interpretando con potenza visionaria il principale Mistero Cristiano.
Auspichiamo che la contemplazione di quest’opera possa suscitarLe un pensiero benevolo nei confronti della nostra comunità educante, che cerca quotidianamente di liberare il suo sapiente messaggio credendo nell’educazione come “fattore che umanizza il mondo” e come “naturale antidoto alla cultura individualistica che a volte degenera in vero e proprio culto dell’io e nel privato dell’indifferenza”.
Certi che il Suo sguardo ci aiuterà a formare persone che sappiano coniugare “mente, cuore e mani”,
Le inviamo i nostri più cari saluti e i nostri più sinceri sentimenti di stima».
Già il 19 Dicembre 2024 la Segreteria di Stato del Vaticano rispondeva alla dirigente Vallesi, per le mani di mons. Roberto Campiri, anche se la comunicazione della missiva è giunta all’Istituto “Fazzini – Mercantini” soltanto il 29 Gennaio 2025 ed è stata condivisa con la comunità scolastica ieri, 30 Gennaio 2025, suscitando sentimenti di sorpresa, gratitudine e gioia sia tra i docenti che tra i discenti.
Questo il testo della risposta proveniente dal Vaticano:
«Gentile Signora,
con cortese lettera, pervenuta per il tramite del reverendo don Roberto Melone in occasione dell’Udienza Generale del 9 Ottobre scorso, ha indirizzato al Santo Padre espressione di devota stima, chiedendo un segno di paterna vicinanza.
Grato per i sentimenti filiali che hanno suggerito tale gesto, Sua Santità assicura un ricordo nella preghiera e incoraggia a proseguire nella missione educativa, poiché, in una società che fatica ad offrire punti di riferimento, è necessario che i giovani trovino nella Scuola un riferimento positivo, educatori credibili e testimoni di una umanità matura e completa, che insegnino non solo i contenuti di una materia, ma anche i valori e le abitudini della vita (cf Discorso, 14 Marzo 2015).
Con tali auspici, il Papa, con particolare pensiero per gli alunni, imparte di cuore la Benedizione Apostolica, volentieri estendendola all’intera comunità scolastica e alle persone care.
La saluto cordialmente, nel Signore».
Porta invece la data del 9 Novembre 2024 la risposta che la Segreteria di Stato del Vaticano, sempre per le mani di mons. Roberto Campisi, ha fatto giungere a don Roberto Antonio Melone:
«Reverendo Signore,
con cortese lettera del 9 Ottobre scorso, ha reso partecipe il Santo Padre del suo Ministero sacerdotale, chiedendo un segno di paterna vicinanza.
Grato per i sentimenti che hanno suggerito tali gesto, Sua Santità assicura il ricordo nella preghiera e, mentre incoraggia a proseguire con gioia nel servizio al Vangelo e alla Chiesa, testimoniando lo stile di Dio che è vicinanza, compassione e tenerezza, di cuore imparte la Benedizione Apostolica, volentieri estendendola alle persone care e ai fedeli affidati alle sue cure pastorali.
Profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinta stima della Signoria Vostra Reverenda».
Le due missive dal Vaticano sono giunte probabilmente anche in risposta ai doni che don Roberto Antonio Melone aveva portato a Papa Francesco a nome della comunità scolastica dell’Istituto Fazzini – Mercantini. Prima di tutto una fotografia del molo di San Benedetto del Tronto, dal significato altamente simbolico: in primo piano è presente una scultura incisa sulla roccia con i segni della fede; al centro cattura l’attenzione il sole che sorge e che ricorda la Luce della Resurrezione; infine, lo scatto incornicia uno scorcio della città di San Benedetto, molto amata dal Pontefice e spesso da lui citata soprattutto per il lavoro di raccolta della plastica in mare ad opera dei pescatori della Marineria Sambenedettese, che viene considerato un esempio virtuoso di cura del Creato. Oltre a questa fotografia suggestiva, al Santo Padre era stato donato anche un libro sulle opere di Pericle Fazzini, gentilmente offerto dall’artista Matilde Menicozzi, già assessora alla Cultura del Comune di Grottammare e figura nota del mondo della cultura grottammarese.
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