Foto di Valerio Gabrielli 

SPINETOLI – “Grazie davvero di aver accolto l’invito a vivere insieme questa celebrazione. È davvero un segno di una comunione sempre più grande, che non è mai appiattimento o omologazione, bensì esaltazione, proprio in forza della diversità e dell’intensità dei doni che lo Spirito Santo suscita”.

È con queste parole che il vescovo Gianpiero Palmieri ha concluso la Messa da lui presieduta Domenica 23 febbraio, alle ore 17:30, presso la chiesa di San Paolo in Pagliare del Tronto, frazione di Spinetoli, celebrata in memoria del Servo di Dio don Luigi Giussani, in occasione del 20° anniversario della sua morte e del 43° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione. Hanno concelebrato anche don Giuseppe Bianchini, membro attivo del Movimento di CL, e don Basilio Marchei, parroco emerito della comunità ospitante di Pagliare del Tronto.

Presenti molti membri di CL, a partire da Massimo Capriotti e Davide Tartaglia, responsabili della fraternità del Movimento rispettivamente per la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto e per la Diocesi di Ascoli Piceno. Presente tra i fedeli anche l’onorevole Lucia Albano, sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e della Finanza.

Queste le parole del vescovo Palmieri durante l’omelia: “Dio è pienezza di essere e di vita. Dio è dono di essere e di vita. Dio fa esistere le cose, strappandole dal nulla. Egli, infatti, non solo dona la vita a ciò che non ce l’ha, ma addirittura dona anche se stesso. Dio manda il Figlio, dona lo Spirito Santo, tutto se stesso, per riempire tutte le cose. Per essere tutto in tutti. Per questo è così bello rileggere il Vangelo di oggi (Lc 6, 27-38), ponendo attenzione non soltanto ai verbi in negativo, ma anche a tutti quelli al positivo: “amatevi, fate del bene, pregate, offri, non rifiutare, dà, non chiedere indietro, fate del bene, prestate senza sperarne nulla, siate benevoli, siate misericordiosi, perdonate, date“. I figli di Dio sono chiamati a diventare simili a Dio in questo movimento profondo di donare, di donare l’essere, di donare la vita, di donare se stessi. Contro tutto questo – diceva don Giussani –, c’è la tentazione del nulla. Il nulla, nel pensiero di don Giussani, non è un concetto prima di tutto filosofico, direi invece profondamente esistenziale e teologico. Il nulla è, per lui, ciò che è contro Dio: è l’individualismo, il formalismo, il conformismo, l’avidità del cuore, la crudezza, il cinismo da vagabondo. Allora – diceva don Giussani – quando ci si mette insieme, lo facciamo per strappare gli amici e, se fosse possibile tutto il mondo, dal nulla in cui ogni uomo si trova. Il nulla, dunque, è quello che avviene quando ci lasciamo andare. È molto facile lasciarsi andare e ritrovarsi nella condizione esistenziale di chi si trova in una dinamica profonda, che è l’opposta a quella di Dio. Dio è appunto dono di vita, di sé. E l’uomo è chiamato a fare lo stesso. Quando invece l’uomo, anziché dare se stesso, si rinchiude nel suo individualismo, nell’avidità di cuore, sprofonda nel nulla.  Il movimento generativo, che ci strappa dal nulla, invece, è quello della misura buona, pigiata, scossa e traboccante, di cui Gesù parla nel Vangelo di oggi (Lc 6, 38)“.

Mons. Palmieri ha poi proseguito la sua riflessione, sottolineando come questa misura sia stata fissata nel nostro grembo, un’immagine potente che ha due significati: prima di tutto ci rende simili a Dio, che non a caso nelle icone bizantine viene rappresentato con un utero gonfio, proprio per indicare il suo essere generativo; poi, in secondo luogo, ci fa riflettere anche sulla “paziente opera educativa di Dio, che agisce nel nostro cuore per strapparci dal nulla”.

Tra le numerose preghiere dei fedeli, particolarmente significative sono state le due intenzioni rivolte a Papa Francesco, con l’augurio di pronta guarigione, e a Enzo Piccinini, di cui Sabato 22 Febbraio 2025 si è chiusa l’istruttoria diocesana per la beatificazione.

Al termine della celebrazione, Davide Tartaglia, a nome anche di Massimo Capriotti e delle due fraternità picene del Movimento di CL, ha ringraziato il vescovo Palmieri per la sua presenza e per aver fatto memoria, insieme, “del dono grande che don Giussani è per noi e per la vita della Chiesa. In questo periodo, in cui Papa Francesco ci chiama a riscoprire l’unità della nostra Compagnia, la celebrazione di stasera, con la presenza delle comunità di Ascoli e San Benedetto, ci sembra un fatto chiaro di che cosa sia capace di renderci uniti e davvero una cosa sola, anche al di là delle nostre intenzioni. Non certo il nostro impegno o la convergenza delle nostre idee, ma il tenere gli occhi fissi su un punto chiave: il riconoscimento di un’autorità oggettiva dentro la storia, l’autorità di Cristo e della sua Chiesa“. Ha poi concluso Tartaglia: “Solo dentro l’abbraccio della Chiesa, il carisma di don Giussani, di cui lo Spirito ci ha fatto dono, potrà continuare a portare frutto e ad essere contributo per noi, per la Chiesa e per i nostri fratelli”.

Il pomeriggio si è concluso con un momento di convivialità presso i locali parrocchiali adiacenti alla chiesa, dove ha raggiunto i fedeli presenti e si è unito alla festa anche don Alessio Cavezzi, parroco in solido, insieme a don Devis Bertuzzi, dell’Unità Pastorale di Ancarano e Pagliare del Tronto.

 

Foto di Valerio Gabrielli

 

 

 

 

 

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *