La ricorrenza sarà celebrata con un evento martedì 1° aprile alle 18, presso Villa Malta, in Via di Porta Pinciana 1 a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La celebrazione dell’anniversario sarà introdotta dal direttore della rivista, p. Nuno da Silva Gonçalves, e vedrà gli interventi di p. Arturo Sosa, preposito generale della Compagnia di Gesù; del card. Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, e di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
Nata il 6 aprile 1850, per volontà del beato Pio IX, La Civiltà Cattolica è la più antica rivista culturale italiana ancora in pubblicazione. “Fin dalle sue origini – si legge in una nota -, ha letto e interpretato la storia, la politica, la cultura, la scienza e l’arte alla luce della fede cristiana, in sintonia con le posizioni del Papa e della Santa Sede. Nel corso di questi 175 anni ha attraversato epoche cruciali: dal Risorgimento alle guerre mondiali, fino alle crisi più recenti; passando dal Concilio Vaticano II ai pontificati contemporanei. Ha solcato decenni nei quali il significato stesso della comunicazione è mutato. Quello che non è cambiato, invece, è ciò che La Civiltà Cattolica offre ai suoi lettori: la condivisione di un’esperienza intellettuale illuminata dalla fede cristiana e profondamente innestata nella vita culturale, sociale, economica e politica dei nostri giorni”.
Papa Francesco l’ha definita una rivista “unica nel suo genere”, sottolineando in più occasioni il suo valore di “rivista ponte, di frontiera e di discernimento”, in un’epoca di rapidi mutamenti e tensioni globali. Questo anniversario, infatti, non è solo un’occasione per celebrare la lunga storia della rivista, ma è anche un momento di riflessione per guardare al futuro con responsabilità e apertura, come lo stesso Papa esortava in occasione della pubblicazione del fascicolo 4000: “Restate in mare aperto!”.
Oggi La Civiltà Cattolica è chiamata ad essere “quella del buon samaritano”, aveva scritto il Pontefice nel chirografo inviato alla rivista in occasione del suo 170° anniversario nel 2020, esortando la rivista a fare “discernimento sui linguaggi, combattete l’odio, la meschinità e il pregiudizio”. Una voce che sappia interpretare i segni dei tempi e offrire uno sguardo profondo e attento sulle sfide contemporanee. Una rivista, chiedeva il Papa nel 2017, che “prenda consapevolezza delle ferite di questo mondo, e individui terapie. Sia una scrittura che tende a comprendere il male, ma anche a versare olio sulle ferite aperte, a guarire”.
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