“Papa Francesco ci sta offrendo fin dall’inizio del suo ministero una singolare testimonianza di unità tra carisma profetico e ministero istituzionale, rappresentando entrambe le dimensioni nella concreta forma del servizio petrino da lui scelta e vissuta”. Lo ha detto mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e presidente del Comitato nazionale, nel suo intervento alla seconda Assemblea del Cammino sinodale della Chiesa italiana, in corso in Aula Paolo VI fino al 3 aprile.
“Non ha senso la contrapposizione tra ministero e carisma, tra profezia e istituzione”, ha commentato il vescovo: “nessuno di noi deve temere che gli altri vogliano ridurre la profezia o, al contrario, scardinare l’istituzione. La Chiesa nella sua interezza, come popolo di Dio pellegrino nella storia, incarna entrambe le dimensioni”. La vera profezia, oggi, ha detto Castellucci “pensando ancora alla testimonianza di Papa Francesco, che ci appare ancora più grande in queste settimane di sofferenza così intensa per lui, è la scelta di affermare nella vita e nelle parole il Vangelo integrale, mostrando che tutto è connesso: che la persona umana va custodita sia nella sua dignità individuale, inviolabile e indisponibile, che la rende soggetto di diritti, sia nella sua vocazione relazionale, che le assegna dei doveri nei confronti della società; che proprio questa dignità ci porta a rispettare allo stesso modo la vita nascente e morente, come la vita degli indigenti e dei migranti; che la cura della pace e del creato vive della stessa logica della cura della famiglia e dell’educazione”.
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