Foto di Eleonora Capecci e Francesco Ferri
ASCOLI PICENO – “Oggi iniziamo anche qui, nella Vicaria della Città, il pellegrinaggio giubilare che ci condurrà alla chiesa di San Francesco, uno dei nove Luoghi del Perdono delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto. Luoghi in cui possiamo fare esperienza di un perdono più grande da parte di Dio. Un perdono che, nella tradizione cristiana, è chiamato indulgenza. Un perdono che riguarda tutta la nostra vita, tutta la nostra esistenza. Un perdono che toglie il peccato e anche le conseguenze del peccato“.
È con queste parole, cariche di speranza, che il vescovo Gianpiero Palmieri ha aperto il pellegrinaggio giubilare, che si è svolto Domenica 30 Marzo 2025, a partire dalle ore 15:00, per le vie di Ascoli Piceno e che ha coinvolto i componenti dei Consigli Pastorali parrocchiali delle comunità della Vicaria della Città.
Oltre a mons. Palmieri, erano presenti numerosi preti e diaconi della Vicaria, tra i quali don Luigi Nardi, vicario urbano, e padre Danilo Marinelli, rettore del convento di San Francesco.
Questo il racconto dettagliato delle quattro tappe della Celebrazione Giubilare.
Morire con Gesù per risorgere con Lui – La memoria del Battesimo
La Celebrazione Giubilare si è aperta nel battistero di San Giovanni, con la lettura di uno stralcio della Bolla di Indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025 dedicato alla speranza.
Ha detto mons. Palmieri: “Vivremo questo pellegrinaggio giubilare in quattro tappe che sono in successione cronologica. La prima ci riporta all’inizio della nostra vita, a quando abbiamo ricevuto il dono del Battesimo e della fede. La nostra dignità di figli di Dio, infatti, si è manifestata il giorno in cui siamo stati immersi nella morte e resurrezione di Gesù: morire con Gesù per risorgere con Lui. È un segno sacramentale che riguarda tutta la nostra vita: tutta la nostra vita, infatti, è un morire per rinascere con Cristo. Il dono della fede, invece, sarà simboleggiato dalla candela che accenderemo dal cero pasquale, simbolo di Gesù Risorto”.
I fedeli, quindi, guidati dal vescovo Gianpiero, hanno fatto memoria del Battesimo, prima accendendo le candele dal cero pasquale, poi rinnovando le promesse battesimali e facendo la professione di fede ed infine con l’aspersione della acqua benedetta.
Riflettere sulla nostra vita e sulla nostra fede – Il pellegrinaggio giubilare
La seconda tappa è stata il pellegrinaggio a piedi fino alla chiesa di San Francesco. Il corteo è stato preceduto dalla croce ornata di fiori in segno di festa e di speranza.
Lungo il cammino, seppur breve, i pellegrini sono stati invitati dal vescovo Gianpiero a riflettere sulla loro vita e sulla loro fede: “Pensiamo a quando ho camminato nella Luce e a quando nel buio. E nel mio cuore mi chiedo: ‘A che punto sono nella mia vita? Sto camminando con il Signore? Cosa mi ha insegnato il cammino che ho fatto finora? Che sentimenti ho adesso nel mio cuore?’.
Il cammino è stata anche l’occasione per pregare alcuni Salmi e cantare le litanie dei Santi.
Sperimentare la misericordia di Dio – La liturgia penitenziale
Giunti alla chiesa di San Francesco, è iniziata la liturgia penitenziale con l’ascolto della Parola, il terzo momento forte dell’intenso pomeriggio.
Mons. Palmieri ha spiegato: “Ora sperimenteremo la misericordia di Dio. La nostra vita intera ha bisogno di essere guardata con amore da Dio. E su questo sguardo d’amore possiamo sempre contare. Oggi, in modo particolare, vogliamo essere consapevoli che siamo guardati così dal Signore e sperimentare la grazia del perdono”.
Dopo l’ascolto della Parola di Dio e delle parole di speranza del vescovo Gianpiero, i fedeli hanno potuto fare un esame di coscienza silenzioso, riflettendo su alcuni passaggi del Padre Nostro e prendendo spunto dalle domande presenti sul libretto ricevuto ad inizio celebrazione. Sono poi seguite le Confessioni individuali, in tempi abbastanza rapidi, grazie alla presenza e alla disponibilità dei preti della Vicaria.
Diventare uomini e donne nuovi in Cristo – Un gesto concreto di carità
La quarta tappa della Celebrazione Giubilare è avvenuta durante la Messa delle ore 17:00, presieduta dal vescovo Palmieri, il quale, durante l’omelia, ha detto: “Nei nove Luoghi del Perdono delle nostre Diocesi del Piceno, ma anche in ospedale e in carcere, anche in piazza, potremo sperimentare la grazia di Dio. La potenza del Suo Spirito rigeneratore, infatti, dalla Pasqua di Gesù, si ripercuote in ogni luogo ed in ogni tempo, ed arriva fino ad oggi, qui, per farci nuove creature. Avete sentito la Prima e la Seconda Lettura? Sono un inno alla vita nuova che il Signore ci dona. Nella Prima Lettura il Signore parla a Giosuè, dopo aver dato al popolo di Israele la terra promessa. E che terra! Una terra dove scorrono latte e miele. Una terra dove non c’è schiavitù, non c’è umiliazione. Una terra in cui sono tutti mischiati, ma c’è pace. Che spettacolo! Nella Seconda Lettura Paolo dice: ‘Se uno è in Cristo, è una creatura nuova. Le cose vecchie sono passate e ne sono nate delle nuove’. Ecco allora che siamo chiamati a diventare uomini e donne nuovi in Cristo, a sperimentare la libertà dei figli di Dio, ad avere la gioia di collaborare con Dio affinché questa terra, questa quaggiù, sia già il Suo Regno. La prospettiva è bella ed entusiasmante!“.
Al termine dell’omelia, il vescovo Palmieri ha quindi invitato tutti i presenti ad un gesto concreto di carità, ovvero a fare delle offerte libere che saranno destinate a sostenere la Caritas diocesana. “La quarta tappa, infatti, quella che viene dopo il perdono, ed è la vita nuova di cui abbiamo detto poco fa, quella che comincia nel momento in cui desideriamo davvero vivere nella carità“: ha concluso il prelato.
Il parroco don Luigi Nardi ha specificato ai nostri microfoni che, durante i successivi pellegrinaggi che verranno organizzati con altri gruppi parrocchiali, verranno raccolte altre somme da destinare ad altre associazioni ecclesiali e caritatevoli del territorio.