(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il Cammino sinodale è un segno per comprendere come la comunità cristiana, in un tempo di radicale cambiamento culturale che mette in questione anche l’uomo, possa essere una presenza significativa che testimonia l’amore del Padre”. Lo ha detto mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro, che ha concluso la terza giornata della seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia, dopo il pellegrinaggio giubilare dei mille partecipanti alla Porta Santa.

“Confidiamo su Dio o sui nostri progetti? Pensiamo di essere collaboratori di Dio o padroni della nostra vita?”, ha chiesto Fisichella ai presenti: “Qui si gioca realmente la vita cristiana e la sua azione nel mondo”. “Ascoltare, contemplare e agire”, lo schema suggerito dal vescovo: “Se il nostro impegno inizia dall’ultimo verbo – il monito – dando per scontati gli altri due, allora cadremmo nella tentazione tipica di tanta parte della cultura contemporanea, che vede nell’efficienza la soluzione di ogni problema sociale, politico ed ecclesiale”.

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