SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuovo appuntamento con la rassegna “Incontri con l’Autore” venerdì 26 luglio presso il Circolo Nautico Sambenedettese alle ore 21:30. Il giornalista vaticanista romano Giancarlo Cocco presenterà la nuova edizione del libro “Storia di Etra Pitteo in Arte Dria Paola – la donna che ha dato la parola al cinema italiano”, edito da Pagine.it.

Durante l’incontro, che vedrà la proiezione di brevi sequenze dei film dell’attrice, l’autore del libro dialogherà con il giornalista Emidio Lattanzi. Si discuterà in maniera approfondita degli albori del cinema sonoro italiano e delle drammatiche circostanze in cui scomparve il film “Sole” del 1929, che aveva come protagonista Etra Pitteo, l’attrice originaria di Rovigo.

Etra Pitteo recitò accanto a coloro che nel dopoguerra sarebbero diventati grandi star del cinema italiano, come Vittorio De Sica, Anna Magnani (che fu amica da giovane della madre dell’autore), Amedeo Nazzari e un giovane Alberto Sordi. Verrà svelato un antefatto interessante riguardante una sequenza che Alberto Sordi volle includere nel film “Cuori nella tormenta” del 1941.

Durante la serata sarà rivelato il nome di un attore che recitò più volte con Dria e che nel dopoguerra sarebbe diventato una figura di spicco a livello internazionale per la sua laboriosità come patron di una grande casa cinematografica. Inoltre, si discuterà delle probabili circostanze che portarono Dria Paola ad abbandonare il cinema nel 1942.

Sarà un’occasione per raccontare aneddoti poco conosciuti riferiti ad attori e autori, come Pirandello, premio Nobel 1934, che trascorse molte ore negli studi della Cines e seguì il percorso cinematografico di questa attrice. Il primo film sonoro italiano, “La canzone dell’amore” del 1930, è tratto infatti dal suo libro “Novelle per un anno” e ha come colonna sonora la canzone “Solo per te Lucia” del maestro Cesare Andrea Bixio, autore di brani senza tempo come “Parlami d’amore Mariù”, “Violino tzigano”, “Vivere” e “Il tango delle capinere”. Alessandro Blasetti, il più importante regista dell’epoca, descrisse “La canzone dell’amore” come un evento fondamentale nella storia del cinematografo italiano nella sua recensione sulla rivista “Cinematografo” del 7 ottobre 1930.

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