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Foto Giancarlo Testa articolo di Lauretanum

MONTEMONACO – Una bellissima cornice naturalistica, quella dei Monti Azzurri, i nostri stupendi Sibillini, e una giornata di metà gennaio, col suo freddo pungente, fanno da sfondo alla festività del Santo Patrono Sebastiano, Martire, in Tofe di Montemonaco.

Si va indietro di molti secoli nella storia della nostra Chiesa diocesana per comprendere l’importanza del luogo celebrativo di questo giorno, l’antico e celebre Santuario di Santa Maria in Casalicchio.
Di questa chiesa già parlava il Papa Bonifacio VIII in una lettera relativa a decime straordinarie, il 4 dicembre 1299. In essa nei secoli scorsi si peregrinava per sanzionare o legalizzare giuramenti. Nella Solennità dell’Assunta i quattro capitani del Libero Comune di Montemonaco dovevano addirittura scortare gli abitanti del proprio quartiere alla chiesa a pregare per conservare la pace. Sede della Parrocchia di Montemonaco fino alla fine dell’VIII secolo, assunse ben presto un’importanza politica, economica e religiosa notevole. Ma a differenza delle chiese di San Giorgio allIsola e di San Lorenzo in Vallegrascia, che furono possessi farfensi durante tutto il Medioevo, Santa Maria in Casalicchio fu sempre legata alla Pieve di Sant’Angelo in Montespino, presso Montefortino.
Solo nel 1586 fu finalmente annessa, insieme alle altre chiese di Montemonaco, alla nuova Diocesi di Montalto.
Da diversi secoli, ed ancora una volta quest’anno, in occasione della Memoria di San Sebastiano, il 20 gennaio, tutta la popolazione e le Autorità Municipali, insieme a tante altre dell’intera Provincia, sono scese in processione dal capoluogo verso questo piccolo Santuario per rinnovare l’antico voto a San Sebastiano, che scongiurò la peste.
In questa occasione, da tempo immemorabile, come è documentato negli archivi comunali, sono poi stai offerti a tutti i pellegrini pane e vino cotto benedetti.
Non ci sono condizioni atmosferiche che possano porre ostacoli: in questo giorno tutti partecipano a quella che non è solo un evento religioso, ma un’occasione privilegiata di festa e un motivo d’incontro.
Per il secondo anno anche il nostro Vescovo Carlo, attorniato da diversi sacerdoti della Diocesi, tra cui val la pena di ricordare il giovane Padre Watson, che cura ormai da tempo le Parrocchie montemonachesi, ha presieduto la Santa Messa e ha rinnovato la secolare tradizione.
Anche il pranzo conviviale, che ha poi seguito il rito religioso, ha sottolineato il clima festoso d’incontro di questa caratteristica giornata.

 

lauretanum

 

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